Il 2008 “Anno Europeo del Dialogo Interculturale – European Year of Intercultural Dialogue (EYID)” deriva dalla necessità di continuare il dibattito nato con il 2007 “Anno Europeo delle Pari Opportunità per Tutti – European Year of Equal Opportunities for All” sull’inclusione sociale in Europa e continuare a condurre tale dibattito, in particolare, rispetto alla tematica dell’integrazione europea, intesa come uguale partecipazione di tutte le persone della e nella società. Con la fine del 2007, infatti, si conclude solamente una prima fase che appartiene ad un momento più elevato ed ancora in corso d’opera della politica europea per raggiungere le pari opportunità, l’inclusione sociale e il rispetto delle diversità.
Come recita L’Articolo 1 della Decisione N°1983/2006/EC del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’Unione Europea (18 dicembre 2006):
“L’anno 2008 sarà designato come “Anno Europeo del Dialogo Interculturale” con lo scopo di contribuire a dare espressione ed un alto profilo a processi di dialogo interculturale che continueranno oltre quest’anno”.
Con il 2008 “Anno Europeo del Dialogo Interculturale” si pone l’accento sul concetto secondo cui la maggiore diversità culturale e la complessa realtà delle società europee caratterizzate dalla coesistenza di diverse identità culturali rappresenta un vantaggio unico per lo sviluppo dell’Unione.
Il Parlamento Europeo ed il Consiglio dell’Unione Europea, incoraggiano quelli che vivono in Europa ad esplorare i diversi contesti culturali dove si trovano ad interagire e sottolinea l’importanza dell’opportunità data alle persone di imparare e trarre beneficio da diversi stili di vita. Questo per riconoscere che la cultura ed il dialogo interculturale sono essenziali per imparare a vivere insieme in armonia.
Facendo ruotare il 2008 “Anno Europeo del Dialogo Interculturale” intorno alle basi di esperienze ed iniziative comunitarie, un passo fondamentale è promuovere la partecipazione di ogni cittadino, uomini e donne in uguale misura, di ogni Stato Membro e della società europea nel dialogo interculturale, in particolare, attraverso una cooperazione strutturata con la società civile. Questo perchè contribuisce a creare un senso di identità europea riuscendo ad abbracciare le differenze e riuscendo a conoscere i vari aspetti che caratterizzano l’appartenenza ad una comunità.
Di conseguenza, tutte le attività programmate dalla società civile saranno essenziali nell’evidenziare e far emergere buone pratiche di dialogo interculturale identificandone le peculiarità più rilevanti. È importante assicurare complementarietà ed un approccio orizzontale nelle azioni comunitarie, nazionali, regionali e locali con una forte dimensione interculturale prendendo come esempio quanto appreso dall’esperienza del 2007 “Anno Europeo delle Pari Opportunità per Tutti”.
La cooperazione con altre istituzioni internazionali come il Consiglio d’Europa e l’UNESCO, inoltre, dovranno essere sviluppate in base alla loro fisionomia istituzionale, nello specifico per prendere in considerazione la loro esperienza ed il loro sapere maturati per promuovere il dialogo interculturale. Tali azioni dovranno riflettere interessi mutui associati con lo scambio di esperienze e valori con i Paesi terzi e la promozione della conoscenza reciproca, del rispetto e della comprensione delle rispettive culture.
Il 2008 vuole anche aiutare L’UE, attraverso il dialogo interculturale, a sviluppare maggiore capacità di influenza nel mondo per stipulare partenariati effettivi con i Paesi vicini. Estendere, quindi, ai cosiddetti Paesi del vicinato una zona di stabilità, democrazia e benessere comune con lo scopo di accrescere lo stesso benessere e la sicurezza dei cittadini europei e di tutti quelli che vivono nell’Unione.
Grazie alla rinnovata strategia di Lisbona “L’Anno Europeo del Dialogo Interculturale” in linea con “L’Anno Europeo delle Pari Opportunità per Tutti” appena trascorso, si prefigge anche l’obiettivo di contribuire ad assicurare uguali opportunità e non discriminazione all’interno dell’UE attraverso l’inclusione sociale come base dello sviluppo economico che risiede in persone capaci di adattarsi ai cambiamenti ed in grado di beneficiare da ogni possibile innovazione con il fine di aumentare il benessere della società.
Ponendo ancora enfasi rispetto alla rinnovata strategia di Lisbona segue che, stimolando l’economia creativa e culturale all’interno dell’UE, questa genera crescita economica sostenibile e crea nuovi posti di lavoro.
Tutto ciò, supportando gli impegni della politica europea in merito a solidarietà, giustizia sociale, sviluppo di un mercato economico sociale, cooperazione e grande coesione nel rispetto dei suoi valori comuni.
Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito ufficiale europeo “Anno Europeo del Dialogo Interculturale 2008”: http://www.interculturaldialogue2008.eu/