Ancora oggi – dichiara l’OMS nel suo Rapporto - gli interventi assistenziali, sia dei paesi ricchi che dei paesi poveri, sono carenti e lacunosi. Sebbene siano stati fatti molti passi avanti per migliorare le condizioni di salute della popolazione, combattere il disagio e allungare la vita, la situazione di squilibrio dello stato di salute della popolazione mondiale è sempre più ampio ed uno dei problemi più importanti riguarda proprio i costi delle cure sanitarie. Infatti, le crescenti disuguaglianze si riscontrano nell’accesso alle cure e nei costi dell'assistenza. Secondo l’OMS i costi crescenti delle spese sanitarie spingono ogni anno più di 100 milioni di persone al di sotto della soglia di povertà. Milioni di persone invece non hanno nessuna possibilità di accesso alle cure sanitarie. Le disuguaglianze non si registrano soltanto tra paesi ma anche all’interno di ogni singolo paese e a volte anche all’interno della stessa città.
I sistemi sanitari piuttosto che garantire un accesso equo alle cure, rispondere alle nuove sfide e migliorare le capacità di investimento sulle risorse, sembrano essere indirizzati da priorità di breve termine, frammentarie e senza un obiettivo chiaro e definito. Gli investimenti in infrastrutture di base, servizi e personale sono esigui e gli interventi si focalizzano su singole malattie con approcci curativi e troppo poco preventivi. Se le risorse venissero investite maggiormente su prevenzione e promozione della salute, l’impatto globale delle malattie verrebbe ridotto del 70%. Per questo motivo i principi e i valori annunciati ad Alma Ata 30 anni fa sono oggi più che mai attuali.
L’assistenza sanitaria primaria permetterebbe l’implementazione di interventi di prevenzione - e allo stesso tempo di assistenza - capaci di regolare le determinanti principali della salute che, come già annunciato nella Dichiarazione di Alma Ata, spesso esulano dal settore prevalentemente sanitario. Secondo il Rapporto OMS 2008, ora più che mai, esistono i presupposti e le opportunità per cambiare i sistemi sanitari nella direzione di una maggiore e migliore assistenza sanitaria primaria.
Le sfide sono diverse per ciascun paese e dipendono principalmente dai differenti livelli di reddito. Tuttavia oggi rispetto al passato per affrontare le sfide della salute globale sono disponibili più risorse monetarie, lo dimostra il fatto che nonostante l’importanza degli aiuti internazionali, in molti paesi, gran parte della spesa sanitaria deriva da fondi interni; anche le conoscenze sono maggiori e la tecnologia medica è notevolmente migliorata. Questi dati dimostrano che oggi molti paesi sono in grado, mediante le proprie risorse, di promuovere interventi di assistenza sanitaria primaria.
Assistenza sanitaria primaria non significa cure povere per la popolazione povera e non si riferisce esclusivamente alle cure di primo livello. Nel Rapporto sulla salute globale l’OMS auspica che i paesi migliorino il sistema sanitario e le condizioni di salute della popolazione basandosi su quattro ampi ma interconnessi principi che rappresentano il punto focale dell’assistenza sanitaria primaria:
* accesso universale alle cure: tutti devono avere accesso alle cure sanitarie in base ai propri bisogni indipendentemente dalle possibilità pecuniarie, al fine di creare sistemi equi ed efficienti
* servizi incentrati sulla persona: i sistemi sanitari devono essere orientati a dare risposte efficaci ai bisogni della persona attraverso l’erogazione di servizi ripartiti nelle distinte comunità
* politiche sanitarie pubbliche: è necessario superare il confine del settore sanitario perché anche le politiche commerciali, sull’ambiente, sull’istruzione hanno un impatto sulla salute
* leadership: è necessario coinvolgere l’intera società, comprese le componenti che tradizionalmente vengono escluse dal settore sanitario, includendo la società civile, il settore privato, le comunità e il settore finanziario. I leader devono assicurare che i gruppi vulnerabili abbiano modo di esprimere i propri bisogni e che questi vengano ascoltati.
Attraverso l’aiuto di questi quattro obiettivi, i sistemi sanitari nazionali possono diventare più coerenti, efficienti, equi e molto più efficaci.
Il direttore generale Margaret Chan in occasione del lancio della relazione ad Almaty, in Kazakistan, ha dichiarato: «Il rapporto sulla salute globale indica un modo per affrontare le disuguaglianze e le inefficienze nel settore dell'assistenza sanitaria e le sue raccomandazioni devono essere ascoltate […]. Un mondo molto squilibrato in materia di salute non è né stabile né sicuro».